Jacopo Larcher Luglio 2018

The Path

Canada  •  
Arrampicata trad

ADVENTURES

The Path

Una lavagna strapiombante perfetta, un lago color smeraldo, nessuno spit: cosa c'è di meglio?

2018 The Path

Scheda tecnica

Stato

Canada

Tipologia

Arrampicata Trad

Via

The Path

Falesia

Lake Louise

Lunghezza

50m

Grado difficoltà

8b+ R

Liberata da

Sonnie Trotter

Ripetuta da

-

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2018 The Path

2018 The Path

Racconto

L'idea

Era da molti anni che sognavo di andare ad arrampicare in Canada, così quest’estate abbiamo finalmente colto l’occasione per andarci. Il programma iniziale prevedeva 6 settimane di arrampicata suddivise tra due delle aree più famose del paese: Squamish ed i Bugaboos.
Come spesso accade quando si visita un posto nuovo, abbiamo ben presto perso la cognizione del tempo; dopo oltre un mese eravamo ancora intenti a “giocare” sul granito perfetto di Squamish, dovendo così cambiare il nostro programma iniziale. Il tempo a disposizione era ormai troppo poco per andare ad arrampicare nei Bugaboos, ma le temperature tropicali e la voglia di vedere qualcosa di nuovo ci hanno comunque spinto a spostarci più a nord. Dopo 10 ore di macchina eravamo a Banff, nel cuore delle Rocky Mountains canadesi, motivati per sfruttare al meglio gli ultimi 5 giorni del nostro viaggio.

La via

C'è una via in particolare che ho sempre associato al Canada: “The Path”. Questa linea spettacolare sale una perfetta lavagna strapiombante situata sulle rive del Lake Louise, un lago cristallino immerso tra le montagne: lo stereotipo canadese.
Nel 2007, dopo aver rimosso gli spit, Sonnie Trotter l’aveva salita utilizzando solamente dei micro friends per proteggersi, rendendola così ancora più affascinante. La via è caratterizzata da dei lunghi run out ed il passo chiave si trova a 40 metri da terra; ogni piccola incertezza rischia di terminare in un lungo volo.
Le foto della via mi avevano sempre incuriosito ed ispirato, così non vedevo l’ora di andarla a provare di persona.

La salita

Dopo averla provata un paio di volte con la corda dall’alto, ed aver compreso come proteggermi, sono partito per un tentativo vero e proprio. Purtroppo, raggiunto il passo chiave, la fatica ed alcuni errori mi hanno richiamato inesorabilmente verso il basso. Il sole se n’era già andato e con lui la possibilità di rifare un tentativo.
Per fortuna l’indomani, dopo un breve riscaldamento sulla via, tutto è andato per il meglio e sono riuscito a raggiungere la sosta senza cadere, realizzando così un altro “piccolo” sogno nel cassetto.

Maggiori informazioni

Articolo di Planetmountain

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